Elettra's profile.·*·.¸(¯`•..*各* Ęłëŧŧяạ ...PhotosBlogLists Tools Help

Blog


    October 31

    Il master x uomini...

    Il master che tutti gli uomini dovrebbero frequentare...
     
    L'importo dei corsi è da calcolare in base alle effettive necessità, si offrirà uno sconto per chi vorrà frequentare tutti i corsi.
    Obiettivo pedagogico:
    corso di formazione che permetta agli uomini di sviluppare quella parte del cervello di cui ignorano l'esistenza.

    Programma: 3 moduli di cui uno obbligatorio.

    ******** Modulo 1: vita a due *********
    1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore)
    2. smettere di dire cretinate quando la mia donna riceve i suoi amici (500 ore)
    3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore)
    4. non faccio pipì fuori dal water (100 ore + esercizi pratici con video)
    5. comprendere che le scarpe non camminano mai da sole fino alla scarpiera (800 ore)
    6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500ore)
    7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare

    ******* Modulo 2: tempo libero *********
    1. stirare in due tappe una camicia in meno di due ore (esercizi pratici)
    2. digerire senza ruttare mentre lei lava i piatti (esercizi pratici)

    ******* Modulo 3 : Corso di cucina *********
    Livello 1 (principianti):
    gli elettrodomestici:
    ON acceso
    OFF spento
    Livello 2 (avanzato):
    la mia prima quick soup senza bruciare la pentola.
    Esercizi pratici: far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti.

    TEMI DI APPROFONDIMENTO

    A causa della complessità e difficoltà di comprensione dei temi trattati, i corsi avranno un massimo di 8 iscritti.
    TEMA 1: Il ferro da stiro: dalla lavatrice all'armadio, questo processo misterioso.
    TEMA 2: I rischi di riempire il portacubetti di ghiaccio. (dimostrazione con supporto di diapositive)
    TEMA 3: Tu e l'elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazioni (anche le più elementari).
    TEMA 4: Ultima scoperta scientifica: cucinare e buttare la spazzatura NON provoca né impotenza né tetraplegia (pratica in laboratorio).
    TEMA 5: Perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei.
    TEMA 6: Il rullo di carta igienica: "Nasce la carta igienica nel portarullo?" (Esposizioni sul tema della generazione spontanea)
    TEMA 7: Come abbassare la tavoletta del bagno passo passo. (Teleconferenza con l'università di Harvard)
    TEMA 8: Perché non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso gas intestinali. (esercizi di riflessione in coppia)
    TEMA 9: "Gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti?" (Testimonianze)
    TEMA 10: I detersivi: dosi, consumi, applicazioni pratiche per evitare danni irreparabili alla casa.
    TEMA 11: La lavatrice: questa grande sconosciuta.
    TEMA 12: Differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo. (esercizi in laboratori di musicoterapia)
    TEMA 13: L'uomo nel posto del passeggero: "E' geneticamente possibile non parlare o agitarsi convulsivamente mentre lei parcheggia?"
    TEMA 14: La tazza della colazione: lievita da sé fino al lavandino? (Esercizi diretti da David Copperfield)
    TEMA 15: Comunicazione extrasensoriale: Esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio non domandi: "in quale cassetto e di quale armadio?"
     
    October 09

    Kahlil Gibran

     
    Non sono né un artista né un poeta.
    Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
    ma non sono in sintonia 
    con i miei giorni e le mie notti.
    Sono una nube,
    una nube che si confonde con gli oggetti,
    ma ad essi mai si unisce.
    Sono una nube,
    e nella nube è la mia solitudine,
    la mia fame e la mia sete.
    La calamità è che la nube, la mia realtà,
    anela di udire qualcunaltro che dica:
    <<Non sei solo in questo mondo
    ma siamo due, insieme,
    e io so chi sei tu>>.

                                                                       Kahlil Gibran

     

    Kahlil, nasce a Bisherri, una cittadina nel Libano settentrionale, il 6 gennaio 1883. Si chiamava Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni  il nome gli fu abbreviato da un'insegnante inglese. I genitori sono cristiani maroniti, religione cattolica formata dopo lo scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro Boutros. Sono gli anni dell'emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano forse in prigione, Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione culturale. A 14 anni Kahlil torna in Libano e in questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che separa abissalmente i ricchi dai poveri, l'aristocrazia ed il clero dal popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e duraturo con le Sacre Scritture. Completati gli studi, nel 1897, viaggia attraverso il Libano e la SiriaA Boston, nel 1904, conosce Mary Haskell, l'incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare, collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il 1908 e il 1910, all'Acadèmie Lucien. Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche. Gibran vuole portare avanti una "rivolta contro l'occidente tramite l'oriente" cioè contro il decadentismo dell'occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della letteratura araba. Nel nuovo continente egli si inserisce nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.  Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni. Fu sepolto in un giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young. Per l'occasione il giornale "The New York Sun" annuncio': "A Prophet is Dead." "Un profeta è morto". Gibran lascia i diritti d'autore in eredità agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio. 

     
     

    La vita è un'isola in un oceano di solitudine: 
    le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni, 
    i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete.
    La vostra vita, uomini, miei simili, è un'isola,
    distaccata da ogni altra isola e regione. 
    Non importa quante siano le navi 
    che lasciano le vostre spiagge per altri climi, 
    non importa quante siano le flotte 
    che toccano le vostre coste: rimanete isole, 
    ognuna per proprio conto, 
    a soffrire le trafitture della solitudine 
    e sospirare la felicità. 
    Siete sconosciuti agli altri uomini 
    e lontani dalla loro comprensione 
    e partecipazione.

    ...

     Lo spirito in ognuno di noi si manifesta negli occhi, 
    nell'espressione e in tutti i movimenti e i gesti del corpo.
    Il nostro aspetto, le nostre parole, le nostre azioni
    non sono mai più grandi di noi stessi.
    Giacché è l'anima la nostra dimora, gli occhi ne sono le finestre
    e le parole i messaggeri.

    ...

    Credo vi siano al mondo, 
    gruppi di persone e individui 
    che sono affini 
    indipendentemente dalla razza. 
    Dimorano nello stesso regno della coscienza. 
    E' questa la parentela, semplicemente questa. 

    ...

    Ogni quadro è un ritratto... 
    un'autoritratto. 
    Ogni poesia 
    è un'autobiografia. 
    Ogni scoperta 
    è scoperta di sé.

    ...

    Ogni volta che due persone conversano, 
    sono sempre in quattro a parlare. 
    Tra i due che sono visibili 
    intercorre un rapporto diverso 
    da quello che lega i due invisibili. 
    Possono discutere animatamente, 
    mentre gli invisibili sono in pace 
    e nella più completa quiete, 
    oppure possono essere uniti nella carne, 
    mentre gli invisibili 
    sono completamente disgiunti. 

    ...

    Religione? 
    Cos'è? Io conosco solo la vita. 
    Vita significa il campo, 
    il vigneto e il telaio... 
    La Chiesa è dentro di te. 
    Tu stesso sei il suo sacerdote. 

    ...

    Noi stessi siamo l'infinitamente piccolo
    e l'infinitamemte grande
    e la vita che li unisce.

    ...

    Le cose che il bambino ama
    rimangono nel regno del cuore
    fino alla vecchiaia.
    La cosa più bella della vita
    è che la nostra anima
    rimanga ad aleggiare
    nei luoghi dove una volta
    giocavamo.

    ...

    Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
    che racchiude la tua capacità di comprendere.
    E se potessi manterener il cuore
    sospeso in costante stupore
    ai quotidiani miracoli della vita,
    il dolore non ti sembrerebbe
    meno meraviglioso della gioia;
    e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
    come hai sempre accettato
    le stagioni che passano sui tuoi campi.

    ...

    Noi siamo gemelli, Notte,
    perchè tu riveli lo spazio e io rivelo la mia anima.