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    January 14

    Moratoria?!?

    ABORTO diritto delle donne 
    Ci sono ormai da troppo tempo nella politica italiana persone che toccano temi a noi cari...uno di questi (fresco fresco) è l'ABORTO e la proposta di quel gran signore Giuliano Ferrara (ahah!) di modificare la 194 e sottoscrivere una moratoria (da affiancare a quella contro la pena di morte) da presentare al Parlamento europeo!!! io dico BASTA...basta a tutti questi uomini che devono difendere i nostri diritti (?!?) parlano tranquillamente di aborto, anticoncezionali, difesa della famiglia tradizionale quando loro sono i primi ad essere divorziati e/o conviventi, ecc... Noi donne abbiamo combattuto per ottenere uno sputo di diritti...la 194 è stata approvata con un referendum trent'anni fa...e ora tentano cn un gesto di cancellarla???

    Sull'ultimo numero dell'Espresso il mio mito e guro spirituale Umberto Galimberti ha scritto un'articolo sull'argomento. Provo, per quanto ne sia capace, a farne un sunto.

    «La Legge ha funzionato. Ed è entrata nella sensibilità degli italiani. Perchè non cede alla supposta supremazia della natura sull'individuo. E ha difeso la laicità dello Stato contro tutte le crociate.»
    Galimberi inizia il suo articolo ricordando che la 194 (http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l194_78.html) da quando è stata approvata, ha ridotto del 40% le pratiche abortive, oltre a rendere marginali gli aborti clandestini, che sono pericolossissimi anche per la donna che lo subisce. Considerando quindi che il compito dello Stato non è quello di costruire una "città ideale", bensi quello di ridurre i mali della "cittò reale", possiamo dire che con questa legge esso ha svolto a pieno il suo compito. Cosa ancora più importante è che «lo Stato non ha potere sul corpo delle donne, non può decidere nè la forma dell'aborto forzato come accade in Cina, nè la forma della proibizione dell'aborto come si vorrebbe qui da noi, perchè in entrambi i casi significa considerare la donna non come "persona" e quindi come soggetto di libere scelte, ma come semplice "funzionaria della specie", difendendo un materialismo che va del tutto contro la moltitudine di valori che invece si vorrebbero difendere con la proibizione generalizzata dell'aborto.» Esiste inoltre una grande contraddizione tra la "natura" e l'"individuo". La prima rifiuta l'aborto, nn a causa di giudizi di valore o poichè la vita è "sacra", ma soltanto perchè essa necessita di tanta vita, per la conservazione della specie (!!!). Nei suoi cicli di vita e morte gli individui interessano alla natura solo come esseri riproduttivi. In questo consiste la grande contraddizione...che nel nostro corpo di donne, dove le esigenze della natura e quelle della propria soggettività confliggono, diviene una grande lacerazione...che «nn consente sempre alla donna di coincidere con l'istanza materna e all'istanza materna di essere sempre compatibile con la realizzazione della propria individualità. L'aborto è solo il drammatico epilogo di questa lacerante contraddizione, che viene prima di tutte quelle giustificazioni razionali, assolutamente da non trascurare, che sono l'età in cui si resta incinta, il numero dei figli già nati, le risorse economiche della famiglia, il costo delle abitazioni, la scarsa disponibilità di nidi e di asili, la sempre maggior difficoltà delle famiglie nucleari di oggi a farsi aiutare.» Nella donna, a differenza dell'uomo, non ci puà essere coincidenza tra il suo essere madre e la sua soggettività, e l'aborto è il gesto drammatico che sancisce questa lacerante distanza. Certo, molti potrebbero affermare che prima di giungere all'adozione dell'aborto, si potrebbe risolvere il problema usando opportuni metodi contraccettivi...giustissimo...se nn fosse per la riprovazione della morale cattolica anche in ordine all'uso di contraccettivi e della pillola. Sarebbe auspicabile un'adeguata informazione un'opportuna educazione sessuale nelle scuole, ma ovviamente a causa del solido legame tra politica ed enti ecclesiastici...tale proposito nn si riesce ad attuare (come mooooltissime altre cose!). «Per un deficit insopportabile di laicità. E quindi di democrazia. Perchè come è vero che un laico non obbliga nessun cattolico a divorziare, ad assumee contraccettivi, ad abortire, così un cattolico non può obbligare chi nn la pensa come lui ad attenersi ai suoi principi.» Galimberti chiede alla politica italiana un rinnovato interesse e valore x la laicità, col tentativo di smascherare la persuasione secondo la quale, senza la religione, nn è possibile darsi una morale. Kant diceva che la morale è fatta per l'uomo, nn l'uomo per la morale. Questo rende inapplicabili quelle morali religiose al nostro tempo, in quanto formulate quando tutto era considerato immutabile. cosa che ovviamente nn è vera anche per merito della scienza e della tecnica, che appunto nn vengono accettate dalla religione. Inoltre sempre Kant affermava, a fondamento della morale laica, che l'uomo deve essere considerato sempre come fine e mai come mezzo. Applicando questo alla questione dell'aborto significa: nn trattare la donna come un mezzo riproduttivo, imponendole in ogni caso la procreazione, ma come un fine, e quindi come persona libera e responsabile delle sue scelte. Questi due fondamentali principi devo essere le basi di un'etica laica. Galimberti conclude con un'appello agli uomini di religione, che nn mi sento di riassumere, quindi lo ricopio interamente.
    «Se avete bisogno degli strumenti giuridici per difendere la vostra morale imponendola a tutti, dimostrate solo la debolezza della vostra fede che, se ricorre al dispositivo legislativo, vuol dire che più nn si fida del convincimento delle coscienze. A me questo pare un problema grave. Ma è un problema vostro, che però nn potete far pagare anche a chi nn aderisce al vostro credo.» 
     
    Che dire di più?...francamente a parte dire ad Umberto GRAZIE DI ESISTERE e di essere il mio mentore...nn so e nn posso aggiungere altro...io penso che se una persona legge attentamente quanto sopradetto da Galimberti...nn dico che deve essere d'accordo (perchè cm io penso le religioni intorpidiscono le menti) ma deve pensare a darci quel rispetto che ogni essere umano merita...e rispetto signifia anche e soprattutto mettere gli altri nelle condizioni di prendere liberamente le proprie decisioni, senza dover sottostare ad una morale nn propria...
     
    La dolce rivoluzionaria (atea praticante) Elettra